16 Jun 2026
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Ospedali di Comunità in appalto, ASST Brianza decide senza confronto

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La FP CGIL Monza Brianza contesta l’esternalizzazione degli Ospedali di Comunità che da due preventivati nella programmazione aziendale, diventeranno tre su indicazione di Regione Lombardia, precisamente a Giussano, Limbiate e Monza. Cellari: “La salute non si appalta. Qualità dell’assistenza, professionalità e diritti non devono essere sacrificati alle logiche dell’abbattimento dei costi e all’aumento del profitto del privato”.

volantino_fpcgil_asst_brianza_esternalizzazione16 giu. 2026 – “Mentre il territorio chiede cura e vicinanza, la Direzione di ASST Brianza sceglie la strada del silenzio preventivo e dell’unilateralità, limitandosi ad una mera informativa comunicata nelle varie ed eventuali di un incontro sindacale che aveva tutt’altro ordine del giorno e mettendo a bando il futuro degli Ospedali di Comunità della nostra provincia. L’esternalizzazione della sanità pubblica ai privati non è efficienza, è il preludio al calo della qualità dell’assistenza e alla precarizzazione dei diritti”. Così la Fp Cgil Monza Brianza, con Susanna Cellari, denunciando il comportamento “assolutamente inaccettabile” dell’azienda socio sanitaria, che ha scelto di agire senza il confronto preventivo con le organizzazioni sindacali comunicando il tutto a gara di appalto già avviata.

Gli Ospedali di Comunità sono servizi fondamentali e nevralgici, per ricoveri brevi e cure a bassa intensità clinica, facendo da raccordo tra l’ospedale, i servizi territoriali e il ritorno a casa. L’esternalizzazione non garantisce di per sé maggiore efficienza, anzi. Può frammentare le responsabilità, indebolire la continuità dei gruppi di lavoro e scaricare la riduzione dei costi sulle condizioni di chi lavora e sulla qualità del servizio”, rimarca la sindacalista.

La vertenza va inquadrata nella lotta contro lo smantellamento progressivo del Servizio sanitario nazionale, ora anche sostenuta da una delle proposte di iniziativa popolare della Cgil, con un’ampia rete di associazioni, per dare forza al diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini attraverso il rilancio del Ssn. Bisogna difendere il perimetro pubblico, l’accessibilità per tutti alle cure. Lo si fa con visione di sistema e investendo, valorizzando il personale, potenziando l’assistenza territoriale”, sottolinea Cellari.

Un asse fondamentale della protesta riguarda gli esiti prodotti in altre realtà da esperienze di esternalizzazione giudicate fallimentari. Il problema è un modello di affidamento che può comprimere organici, formazione, continuità professionale, salari e tutele, indebolendo al tempo stesso la responsabilità pubblica sulla qualità dell’assistenza. “Perché affidare a un appalto servizi così delicati, esponendo la qualità delle cure e i diritti di chi lavora alle logiche del contenimento dei costi e del profitto privato? Le professionalità vanno valorizzate e tutelate, non messe in concorrenza al ribasso”.

Qui il nesso con la seconda proposta di legge di iniziativa popolare della Cgil sugli appalti (per entrambe, la raccolta firme, cartacea e on line, andrà avanti fino al prossimo settembre). L’obiettivo è costruire un argine normativo contro la logica del massimo ribasso che, nel settore sanitario, si traduce direttamente in minore cura per i pazienti e minori tutele per chi lavora.

La salute non si appalta! – incalza Cellari -. E il lavoro e le professionalità vanno tutelati. L’ASST Brianza avrebbe dovuto aprire un confronto vero e rendere trasparenti il modello organizzativo, gli standard assistenziali, il fabbisogno di personale e le tutele contrattuali previste per i nostri Ospedali di Comunità. Sicuramente le relazioni sindacali non possono ritenersi basate su un dialogo costruttivo quando le decisioni sono già state prese”, conclude.