La Fp Cgil Ticino Olona, con il segretario generale Roberto Nania, denuncia il paradosso dei tetti di spesa che paralizzano le graduatorie e aprono la porta agli operatori privati
17 giu. 2026 – Mentre le professionalità infermieristiche sono sempre più difficili da reperire, di operatrici e operatori socio sanitari nelle graduatorie della Asst Ovest Milanese ce n’è. Manca solo il permesso di assumere.
È questo il paradosso di cui riferisce Roberto Nania, segretario generale della Fp Cgil Ticino Olona: “La sanità pubblica nel nostro territorio si sta sgretolando per la scelta di Regione Lombardia di mettere i tetti di spesa sul personale. L’Asst ha potuto assumere solo il 10% degli Oss in lista perchè non è possibile fare scorrere le graduatorie”.
Gli ospedali di comunità sono strutture nate con la riforma della sanità territoriale, presidi pensati per alleggerire i reparti di degenza, i pronto soccorso, curare vicino a casa, garantire continuità assistenziale. Ma hanno bisogno di chi li fa funzionare.
“È dal 2022 che denunciamo come, senza un piano straordinario di investimenti e assunzioni, la riforma dei servizi territoriali si sarebbe trasformata in una mera passerella di inaugurazioni di nuovi spazi, destinati poi a finire in mano ai privati”, rimarca Nania.
Il risultato? “L’Asst, almeno temporaneamente, percorre la strada dell’esternalizzazione. La gestione degli Ospedali di comunità di Legnano e Abbiategrasso è stata affidata per almeno un anno a operatori privati. I presidi di Cuggiono e Magenta, per ora, restano con risorse interne. Ma il territorio si frammenta, siamo davanti a uno spezzatino ai danni del servizio pubblico. Se l’azienda, per venire incontro alle istanze sindacali di considerare le attuali condizioni di lavoro, in assenza dei necessari rinforzi, ha spacchettato i turni e concesso delle flessibilità, resta il fatto che la cessione di spazio a soggetti terzi è sempre rischiosa. Vigileremo attentamente affinché tutti gli ospedali di comunità, alla scadenza dell’appalto, siano ricondotti all’interno del perimetro pubblico”, assicura Nania.
L’esempio portato in evidenza è quanto accaduto nel “caos dell’Immacolata” dello scorso dicembre 2025, con l’esternalizzazione dei servizi core del San Raffaele: “Un cambio di gestione che ha generato discontinuità nell’assistenza, disorientamento per l’utenza, disagio per le lavoratrici e i lavoratori rimasti e ha mostrato l’inadeguatezza della sanità gestita per generare profitto anziché cura”.
L’obiettivo dichiarato dal dirigente sindacale della Fp Cgil – ricondurre gli ospedali di comunità nel perimetro pubblico e rimettere in moto le assunzioni — è un è requisito essenziale per garantire il diritto alla salute come bene comune.
Ieri, 16 giugno, davanti al nuovo ospedale di Legnano, Fp Cgil, Spi Cgil e Camera del Lavoro Ticino Olona hanno raccolto firme per le due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e appalti lanciate dalla Cgil nazionale. La vicenda delle graduatorie chiarisce perché servono entrambe: senza risorse il pubblico non assume; senza parità di salario e diritti negli appalti, esternalizzare continua a convenire.
“Firmare significa intervenire alla radice del problema. La prima proposta chiede più risorse strutturali per il Servizio sanitario nazionale, il superamento dei vincoli che bloccano le assunzioni e un piano stabile per valorizzare il personale. La seconda afferma con nettezza: stesso lavoro, stesso contratto, stesso salario e stessi diritti, anche negli appalti. Così si toglie convenienza alle esternalizzazioni costruite sul risparmio del costo del lavoro e si restituiscono forza, continuità e qualità ai servizi pubblici”, sostiene Nania.