Fp Cgil Milano ottiene prime risposte su fondi, sopralluoghi Ats e tavolo a settembre
7 lug. 2026 – È riuscita l’assemblea-presidio davanti al Consiglio regionale della Lombardia organizzata oggi dalla Fp Cgil Milano per far fronte alle condizioni legate al caldo estremo nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali. Una delegazione sindacale è stata ricevuta dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso e primi impegni politici sono stati assunti in Aula.
La pressione della categoria sindacale, con le lavoratrici e i lavoratori, ha prodotto risultati immediati. Bertolaso ha confermato l’impegno a occuparsi delle condizioni difficili dei servizi educativi all’infanzia 0-6 anni del Comune di Milano, a prescindere dalla gestione – diretta o in appalto – e includendo i centri estivi.
Da quell’incontro sono usciti tre passaggi operativi: una mozione specifica nel prossimo assestamento di bilancio regionale, con fondi in conto capitale per gli enti locali (sono cioè risorse pubbliche destinate a investimenti per beni durevoli, non per coprire la spesa corrente); sopralluoghi urgenti dell’Agenzia di Tutela della Salute (Ats) nelle strutture educative per rilevare le temperature e segnalare i casi più esposti; un tavolo tecnico già calendarizzato per settembre, con l’obiettivo di costruire una programmazione stabile. Un primo passo politico, ancora da tradurre in atti concreti. Al dibattito in Consiglio hanno preso parte, a sostegno della vertenza, i consiglieri Onorio Rosati, Pierfrancesco Majorino, Lisa Noja, Silvia Scurati, Paola Bocci e Simone Negri.
La mobilitazione arriva dopo settimane di segnalazioni che tornano da anni a ogni ondata di calore: impianti di climatizzazione guasti o assenti, caldo interno insopportabile, personale e bambine e bambini esposti a stress termico. La Fp Cgil Milano aveva già posto la questione in diverse occasioni: l’ultima lo scorso 28 giugno, richiamando l’ordinanza regionale del 10 giugno 2026 sulle misure organizzative in caso di ondate di calore e la delibera regionale 2929/2020 sugli standard di funzionamento dei nidi.
Durante l’assemblea è stato approvato all’unanimità anche un ordine del giorno – letto in piazza da Patrizia Frisoli, funzionaria della categoria sindacale e una vita da educatrice – che porta la vertenza oltre la contingenza: risorse per riqualificazione, efficientamento energetico, climatizzazione, isolamento termico e ombreggiatura sostenibile; piani di prevenzione e monitoraggio del rischio climatico nei luoghi educativi; coinvolgimento delle rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori nelle decisioni sulle misure di tutela; stesse misure anche nei nidi in appalto, perché salute e sicurezza non possono cambiare a seconda della forma di gestione del servizio.
“Il cambiamento del clima è ormai sistemico. Lavorare o restare ore in locali non climatizzati espone le lavoratrici e i lavoratori a colpi di calore o malessere, mentre le bambine e i bambini sono fisiologicamente più vulnerabili. Molte sedi non sono attrezzate e non possono continuare a funzionare senza interventi adeguati. Garantire la sicurezza significa verificare subito le condizioni dei locali e, dove necessario, adottare misure a tutela della salute delle persone, grandi e piccole che siano”, afferma Giovanni Molisse, segretario della Fp Cgil milanese.
Il presidio di oggi ha spinto l’assessore al Welfare a intervenire in Aula. Soddisfatti per i risultati?
“Certo. La nostra determinazione ha fatto breccia. Abbiamo ottenuto l’impegno per una mozione specifica in assestamento di bilancio, che destinerà fondi per la riqualificazione e l’efficientamento energetico delle scuole. È stato chiesto ad Ats di effettuare sopralluoghi urgenti per verificare le condizioni microclimatiche e segnalare i locali non adeguati. Abbiamo inoltre calendarizzato un tavolo tecnico a settembre per definire interventi organici di lungo periodo, così da non ritrovarci ogni estate a gestire l’emergenza con soluzioni tampone”, risponde Molisse.
Un punto fermo della vostra mobilitazione è la parità di trattamento tra gestione diretta e appalti. Come si traduce in pratica?
“Per noi non devono esserci discriminazioni: il diritto alla salute è universale. Abbiamo chiesto che gli impegni della Regione riguardino l’intero sistema 0-6, compresi i centri estivi e i nidi in appalto. Sul piano economico chiediamo tutele per tutti: se una struttura chiude per il caldo, il personale comunale deve essere esonerato dal servizio per forza maggiore, mentre per chi lavora nelle cooperative va attivata la Cassa integrazione guadagni (Cig) o il Fondo di integrazione salariale (Fis) con causale meteo e copertura salariale piena”.
E adesso?
“Siamo soddisfatti del confronto, ribadisco. Ma non abbassiamo la guardia. Ora vigileremo affinché agli impegni politici seguano i voti favorevoli e gli stanziamenti economici. La salute non è una merce, la qualità della scuola è il futuro della comunità. Continueremo a mobilitarci finché non vedremo i cantieri per la climatizzazione e l’isolamento termico in ogni servizio 0-6”, chiude Molisse.





