28 Jun 2026
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Nidi e scuole dell’infanzia di Milano, il caldo estremo è un problema di sicurezza

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Molisse, Fp Cgil: “Occorre verificare subito le condizioni dei locali e adottare le misure necessarie prima che qualcuno stia male”

28 giu. 2026 – Impianti di climatizzazione assenti, insufficienti o fuori uso e temperature interne incompatibili con condizioni adeguate di lavoro e permanenza. Il caldo estremo sta creando una situazione di rischio nei nidi e nelle scuole dell’infanzia del Comune di Milano, sia a gestione diretta sia affidati in appalto.

La Fp Cgil Milano ha chiesto un intervento immediato a Regione Lombardia, Comune, Agenzia di tutela della salute e Ispettorato territoriale del lavoro.

“Le lavoratrici e i lavoratori sono esposti a stress termico, colpi di calore, malori e cali di pressione. Bambine e bambini da zero a sei anni sono particolarmente vulnerabili alle alte temperature -, afferma Giovanni Molisse, segretario della Fp Cgil Milano -. Il caldo estremo non è più un episodio occasionale. Molte sedi non sono attrezzate per affrontarlo e non possono continuare a funzionare senza interventi strutturali. Occorre verificare subito le condizioni effettive dei locali e adottare le misure necessarie prima che qualcuno stia male”.

La richiesta richiama l’ordinanza regionale del 10 giugno 2026, che raccomanda misure organizzative, rimodulazione dei turni e, nei casi più gravi, la sospensione delle attività anche negli ambienti chiusi non climatizzati. Per i nidi viene richiamata anche la delibera regionale 2929 del 2020: il caldo può rendere impossibile garantire gli standard previsti per il funzionamento delle strutture.

La Fp Cgil Milano chiede verifiche ispettive e rilevazioni delle temperature in tutti i servizi. Dove i locali risultino non idonei, occorre ridurre gli orari o sospendere temporaneamente le attività, previo confronto con le organizzazioni sindacali”, osserva Molisse.

Per il personale comunale interessato dalle eventuali chiusure viene richiesto l’esonero dal servizio per causa di forza maggiore. Per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative appaltatrici, l’attivazione della cassa integrazione guadagni ordinaria o del Fondo di integrazione salariale per causale meteo, con copertura salariale totale.

“Garantire i servizi educativi significa garantire condizioni sicure per chi li frequenta e per chi ci lavora. Le istituzioni competenti hanno gli strumenti per intervenire. Devono usarli subito”, conclude Molisse.