La RSU chiede un protocollo sulle ondate di calore, smart working in deroga e un piano urgente per climatizzare tutte le sedi comunali. Sinis (Fp Cgil): “Il cambiamento climatico si affronta con la prevenzione, la tutela e investimenti che guardino al futuro”.
13 luglio 2026 – A fenomeni strutturali vanno date risposte strutturali, e il caldo estremo rientra in questa casistica.
“Negli uffici e nei servizi educativi all’infanzia del Comune di Brescia registriamo temperature interne fino a 33 gradi, che espongono lavoratrici, lavoratori, utenti, bambine e bambini a uno stress termico insostenibile. Stare e lavorare in ambienti dove il termometro scotta non è accettabile. Il caldo estremo incide sulle capacità cognitive e relazionali, sulla concentrazione e sulla gestione delle situazioni complesse. Nei servizi pubblici, dove il rapporto umano e la cura delle fragilità sono centrali, lavorare in queste condizioni mette a rischio non soltanto la salute delle persone, ma la qualità stessa del servizio”, spiega Diego Sinis, segretario della Fp Cgil bresciana.
Quali interventi chiedete concretamente all’Amministrazione per cambiare rotta da subito?
“Questa situazione è l’esito di anni di interventi a rilento e ristrutturazioni mai completate, che rendono molti edifici del tutto inidonei. È ingiustificabile. Come RSU del Comune – con la Fp CgiI protagonista – abbiamo richiesto interventi immediati e una formazione specifica per permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di affrontare in sicurezza i periodi di caldo estremo. La prossima convocazione del tavolo è fissata per il 6 agosto. Abbiamo richiesto un confronto per definire un protocollo specifico sulle ondate di calore e l’attivazione immediata dello smart working in deroga per chi opera in sedi prive di condizionamento. Serve anche pragmatismo: sistemi di raffrescamento mobili dove mancano quelli fissi e distributori di acqua refrigerata collegati alla rete idrica a disposizione di personale e utenza. Rivendichiamo un calendario chiaro e urgente per la climatizzazione di tutte le sedi, inclusi i servizi educativi 0-6 anni, gli uffici di zona, compresi demografici e biblioteche – evidenzia Sinis -. Il cambiamento climatico si affronta con la prevenzione, la tutela e investimenti che guardino al futuro, invece di rincorrere ogni estate le ondate torride”.