6 Dec 2021
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Clir di Parona / Il tutto per tutto

In attesa della quarta nomina di un liquidatore dell’azienda in house di igiene ambientale, continua la lotta sindacale per salvaguardare i lavoratori. Panella (Fp Cgil Pavia): la sofferenza è grande e inascoltata dalla politica lomellina

14 lug. 2021 – “Attendiamo l’assemblea dei soci di sabato prossimo, 17 luglio, quando sarà nominato il liquidatore del Clir. Poi ci attiveremo immediatamente per incontrarlo, per avviare un percorso che sia il più tutelante e il meno doloroso possibile per le lavoratrici e i lavoratori del consorzio. Bisognerà capire cosa intende fare questo nuovo quarto commissario (dopo i primi tre che hanno rinunciato all’incarico): se pensa a un piano di risanamento, per fare uscire il Clir dalla crisi per indebitamento o a una forma di sostegno al reddito dei lavoratori”. Riccardo Panella, segretario Fp Cgil Pavia, torna sulla dura vertenza sindacale che sta coinvolgendo i circa 30 operatori e operatrici rimasti alle dipendenze dell’azienda di Parona.

Dal 28 giugno e per 9 giorni consecutivi, i lavoratori hanno occupato la sala conferenze del consorzio, per mantenere viva e alta la loro dignità. Sono stati giorni molto intensi, carichi di umanità, con lavoratori e delegati a stretto contatto per ore. Occupazione significa anche raccontare reciprocamente la propria vita, parlare non solo di lavoro – afferma Panella -. La sofferenza che si legge negli occhi di queste persone è grande. Non è bastata la campagna ‘Non lasciateci soli’, con la richiesta di solidarietà alla cittadinanza ma soprattutto l’istanza precisa alla politica lomellina che evidentemente ha deciso di lasciarli a casa”.

La rabbia e l’amarezza incrinano la voce del sindacalista. “Questi lavoratori, da un lato, non hanno avuto gli stipendi, per cui abbiamo coinvolto l’Ufficio vertenze della Camera del Lavoro. Dall’altro, non sanno che fine faranno. È grave che le amministrazioni comunali, nonostante i nostri ripetuti richiami, stiano affidando in urgenza i servizi di igiene urbana alle aziende private senza inserire la clausola sociale, che consentirebbe la ricollocazione di queste persone. Dal canto loro – aggiunge Panella – le aziende affidatarie non applicano l’articolo 6 del contratto nazionale di settore che prevede il passaggio diretto delle lavoratrici e dei lavoratori nei cambi di gestione. Insomma, oltre al danno la beffa – sottolinea -. Abbiamo fatto un paio di riunioni con il Prefetto, cercando una sua intermediazione per un tavolo con tutti i soggetti coinvolti e per fare leva sui sindaci al rispetto della clausola sociale, ma al momento non c’è un organo istituzionale per avviare un tavolo ad hoc – continua -. Anche la strada del concordato di continuità è difficilmente percorribile, visto che il Clir ha sospeso il servizio e non è, a quanto pare, nelle condizioni di far fronte ai debiti. Così, senza altre soluzioni, sarà un danno anche per lo Stato che si troverà a dover elargire ammortizzatori sociali che potevano essere evitati” chiude Panella.