27 May 2022
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Asst Brianza / L’effetto domino delle carenze di personale e di visione di sistema

La denuncia della Fp Cgil con Susanna Cellari: “A rischio la chiusura di servizi fondamentali, come i pronto soccorso di Carate e Desio, presidio quest’ultimo dove è già stata decisa la chiusura di Psichiatria. L’azienda deve cambiare passo e la politica, a livello locale e soprattutto regionale, deve fare assolutamente la sua parte”

10 mag. 2022 – Ci sono le liste d’attesa e ci sono le liste delle professionalità che mancano in sanità, dai medici al personale infermieristico e ostetrico, dagli operatori socio sanitari al personale tecnico sanitario e amministrativo. Queste liste si tengono assieme un po’ ovunque in Lombardia, e il problema comprende un po’ tutti gli ambiti, sia ospedalieri che territoriali.

A denunciare le carenze di organico e le ricadute sui servizi, anche in vista del periodo estivo, in una delle più grandi aziende socio sanitarie lombarde, la Asst Brianza, è la Fp Cgil Monza Brianza, con Susanna Cellari.

Senza lavoratrici e lavoratori la sanità arranca e servizi fondamentali a tutela della salute delle persone rischiano di chiudere, pronto soccorso inclusi. “È dallo scorso anno che stiamo affrontando e contrastando il rischio di chiusura dei PS di Carate e Desio – racconta Cellari, paventando un effetto domino. “Chiude il pronto soccorso di Carate? Aumenteranno gli accessi a quello di Desio, già in condizioni precarissime. Dal PS di Carate inoltre passa una gran quota di utenza per il punto nascite, una quota che verrebbe meno rischiando di compromettere anche questo servizio. È pura utopia, poi, – aggiunge – pensare di chiudere il PS di Carate per recuperare personale da mettere nei reparti, in modo da incrementare il numero dei ricoveri. Sarebbe un boomerang, anche l’ipotesi della chiusura notturna. È solo con una visione di sistema e con nuove assunzioni che si può rilanciare il presidio ospedaliero che, diversamente, rischia nel suo complesso!”.

Già decisa, invece, entro il 17 maggio, la chiusura del reparto psichiatrico dell’ospedale di Desio.Mancano i medici psichiatri e anche se la direzione aziendale ci assicura che questo stop è temporaneo, in vista delle nuove assunzioni che dovrebbero esserci in autunno, i nostri timori guardano all’impatto sia sui servizi psichiatrici territoriali (Cps), anche loro a forze ridotte rispetto alle necessità di cura, sia sul reparto di psichiatria dell’ospedale di Vimercate che dovrà ampliare il numero dei posti letto in modo non adeguato ai fabbisogni ma di certo con ripercussioni sul personale infermieristico, già oggi a malapena sufficiente”.

Da segnalare, nel ragionamento della sindacalista sulle carenze di organico, anche un focus specifico sull’“esiguo numero di personale amministrativo, troppo spesso sottovalutato e sottostimato nella maggior parte delle aziende sanitarie, compresa l’ASST Brianza, una carenza che sta letteralmente mettendo in ginocchio le varie attività amministrative aziendali ed esasperando il poco personale rimasto in servizio”.

Tra le altre difficoltà che emergono da questa precaria situazione, e su cui la Fp Cgil Monza Brianza continua il suo pressing, ci sono l’”uso indiscriminato” della mobilità interna per coprire i vuoti di personale infermieristico e oss, anche nei reparti Covid (e quindi il tirare una coperta già troppo corta tra un reparto e l’altro), e il diritto ai riposi, che saltano, e alle ferie estive, che non si possono programmare.

“Lo ribadiamo ancora: Asst Brianza deve mettere in atto tutte le azioni organizzative, programmatorie e assunzionali necessarie a rispondere alle esigenze assistenziali delle cittadine e dei cittadini e alle tutele e diritti contrattuali delle lavoratrici e lavoratori dipendenti – afferma Cellari -. La politica deve al contempo fare assolutamente la sua parte, a livello locale e ancor più regionale, per scongiurare la chiusura o l’esternalizzazione dei servizi, il dimensionamento aziendale, l’utilizzo di cooperative di personale medico e sanitario per sopperire alle mancate assunzioni o ai concorsi bucati a causa della scarsa attrattività aziendale”.