4 Dec 2022
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ABF: lo stato di agitazione va avanti

Agape (Fp Cgil Bergamo): “L’Azienda dovrà cambiare registro, continueremo a farci sentire”

28 sett. 2022 – Prosegue lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda Bergamasca di Formazione avviato il 2 settembre scorso e non risolto davanti al Prefetto.

“Ci è sempre più chiara la volontà della Direzione aziendale di procedere in maniera unilaterale, incurante delle regole condivise nel tempo tra l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori. Da parte nostra, finora abbiamo mantenuto un atteggiamento responsabile, scegliendo di non adottare forme di protesta che possano creare disagio all’utenza in questo delicato momento di avvio dell’attività formativa. Se però il comportamento della direzione restasse immutato e se continuerà a mancare la volontà di riaprire un tavolo di confronto, valuteremo certamente forme di mobilitazione più incisive”. Così Fp Cgil e Cisl Fp di Bergamo insieme alle delegate e ai delegati Rsu della ABF, nel segnalare che la lotta va avanti.

Quali sono le criticità? “Con la nuova direzione aziendale le relazioni sindacali sono decisamente peggiorate, e non solo quelle visto che ABF ha deciso di azzerare accordi che negli anni hanno garantito pari copertura salariale, per pari mansione, alle lavoratrici e ai lavoratori che dal 2009 sono stati assunti esclusivamente in regime di part time verticale ciclico – racconta Paolo Agape della Fp Cgil Bergamo –. Inoltre l’Azienda ha deciso di ridefinire il fondo del salario accessorio e di non erogare per intero il premio relativo all’anno scolastico 2021-2022. È una brutta pensata, che pregiudica il contratto decentrato”.

In ABF lavorano circa 340 persone, di cui in part time verticale ciclico circa 150. Se a tutte si applica il contratto delle Funzioni Locali, alle seconde, “senza gli accordi specifici che nel tempo le hanno tutelate, non verrebbe retribuito il periodo di chiusura estiva con relativi contributi previdenziali – spiega Agape -. Ma le pecche non finiscono qui”.

Cioè? “Ripartito l’anno formativo, le lavoratrici e i lavoratori ci stanno segnalando alcune irregolarità, oltre a un maggiore ricorso ai contratti di collaborazione: non si stanno rispettando le procedure, siano per la selezione del personale o l’attribuzione delle cattedre e le mobilità tra i vari centri formativi. Così non va, l’Azienda dovrà cambiare registro, continueremo a farci sentire”.