14 Jul 2024
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Comune di Pavia / Ampliato l’accordo sullo smart working

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Fimiani (Fp Cgil): “Un buon risultato. Con lo smart working puro si riconosce autonomia organizzativa ai dipendenti. Come Cgil rivendichiamo di avere chiesto al tavolo decentrato di trattare sul monte ore del personale educativo dei nidi e dei servizi all’infanzia

6 lug. 2023 – Con un accordo, nei giorni scorsi, tra Comune di Pavia e sindacati, lo smart working, attualmente appannaggio di 57 dipendenti, sui complessivi 525, è stato esteso anche a educatrici ed educatori dei nidi e della scuola dell’infanzia e a 5 agenti della Polizia Locale.

“L’accordo è un buon risultato. È stata ampliata la platea dei possibili fruitori dello smart working a oltre 100 lavoratrici e lavoratori e, stando a quanto dichiarato dall’amministrazione comunale, non ci saranno preclusioni per chi opererà in lavoro agile, vista l’esperienza positiva avuta con l’arrivo del Covid”, afferma Americo Fimiani, segretario generale della Fp Cgil pavese.

Quindi il Covid ha fatto la sua parte. “L’hanno fatta le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Pavia, facendo vedere che, con gli strumenti adeguati e una buona organizzazione del lavoro si possono erogare servizi efficienti e di qualità anche lavorando da casa. Naturalmente non tutte le attività sono smartabili e, ad esempio, i 5 agenti della Polizia Locale sono tolti dalle strade per problemi di salute. Ma per il personale educativo dei nidi e dei servizi all’infanzia ci sono attività integrative a quelle con le bambine e i bambini, dal parlare con le loro famiglie alla programmazione didattica o all’aggiornamento professionale, che possono essere svolte anche in lavoro agile. E qui sottolineo due aspetti importanti: primo, l’accordo riguarda lo smart working e non il telelavoro, quindi riconosce autonomia su come organizzare il proprio lavoro nell’arco della giornata. Secondo, per quanto riguarda il monte ore delle educatrici e degli educatori, è stata la Fp Cgil che ha chiesto al tavolo decentrato di trattare per destinarne una quota allo smart working”.

E qual è questa quota? “Su un pacchetto di 200 ore annuali, ci aspettiamo che la maggior parte possa essere svolta in smart working, trattandosi di attività che possono essere certificabili e consuntivate. Le lavoratrici e i lavoratori potranno richiedere due giorni settimanali in lavoro agile, da approvare dalla dirigenza comunale che sceglierà anche quali tipi di attività si potranno svolgere da casa, a seconda delle necessità. Ripeto, l’amministrazione non ha posto preclusioni di sorta. Accesso prioritario sarà dato alle lavoratrici o lavoratori con situazioni sanitarie o famigliari problematiche, o per maternità e paternità”.