14 Apr 2026
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Asst Valtellina, graduatorie ferme e mobilità bloccata

spogliatoio sanitario

Turcatti (Fp Cgil Sondrio): “Non si può scaricare su lavoratrici e lavoratori la carenza di personale”

14 apr. 2026 – La mobilità interna e volontaria non può essere lasciata a stagnare in una graduatoria mentre i mesi passano e il lavoro incurva le spalle di chi c’è. Fp Cgil e Uil Fpl di Sondrio hanno inviato alla direzione strategica dell’Asst Valtellina e Alto Lario la richiesta di far scorrere subito le acque.

“Se la mobilità resta ferma, si nega un diritto e si peggiorano le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori”, sostiene Michela Turcatti, segretaria generale della Fp Cgil Sondrio, parlando di una situazione che “colpisce chi è stato assunto dopo l’ultimo bando e chi, pur essendo già in servizio, oggi non ha più accesso a una possibilità legittima di trasferimento”.

In mezzo ci sono graduatorie lise, profili scoperti e un’amministrazione che continua a rimandare.

È un paradosso: entrano nuove persone, ma per diversi profili la mobilità resta inchiodata. Accade per operatrici e operatori socio sanitari, per i fisioterapisti, per le ostetriche. Perché, con le graduatorie esaurite o in esaurimento, non partono nuovi avvisi mirati? – incalza Turcatti -. Vanno aperte subito procedure dedicate, senza aspettare un bando generale dai tempi indefiniti!”.

C’è poi il caso del personale infermieristico del presidio ospedaliero di Sondalo. “La scelta di congelare senza fine la graduatoria è intollerabile sia sul piano del diritto che sul piano delle aspettative dei dipendenti -, evidenzia la segretaria generale -. Anche questo è un modo per fare arretrare la sanità pubblica, con procedure ferme, personale e diritti lasciati in sospeso. Alle lavoratrici e ai lavoratori viene chiesta continuità nelle attività ma si impedisce loro di vedere riconosciuta una prospettiva. Così cresce il malcontento, peggiora il clima interno, il benessere organizzativo ne risente e aumentano le fughe verso altre aziende”.

Per Turcatti c’è un’ingiustizia di fondo. “Non si può far pagare ai dipendenti la difficoltà cronica della Asst a reperire personale, trasformando le carenze di organico in una gabbia per chi già manda avanti i servizi essenziali. Bloccare la mobilità è un modo sbagliato di governare il lavoro pubblico. La richiesta fatta alla direzione è urgente. In assenza di risposte, insieme alla Uil, faremo partire la mobilitazione”, chiude Turcatti.