Fp Cgil Cremona: “I servizi pubblici vanno rafforzati perché sono necessari tutti i giorni”
2 sett. 2026 – Una tromba d’aria e la grandine, lo scorso 28 agosto, hanno colpito Cremona con violenza, causando in pochi minuti danni pesanti al patrimonio pubblico e privato.
“La situazione resta complessa ma i servizi pubblici hanno dimostrato di esserci nell’emergenza”. Lo afferma la segreteria della Fp Cgil Cremona, con Luca Dall’Asta, segretario generale, Chiara Agosti, segretaria organizzativa, e Luca Filisetti, segretario.
Qual è ora la situazione nei servizi pubblici e dove si concentrano le criticità maggiori?
“Ci sono oltre 300 chiamate in coda ai Vigili del Fuoco, continuano gli interventi di messa in sicurezza di edifici, scuole e aree verdi e ci sono famiglie che, con gli alloggi danneggiati, hanno bisogno di risposte abitative. Gran parte del mondo pubblico sta lavorando per far fronte all’impatto del nubifragio: Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Forze dell’Ordine, Polizia Locale, personale sanitario e sociosanitario e del soccorso, servizi comunali, tecnici, lavoratrici e lavoratori dell’igiene ambientale. Le loro attività, che spesso si danno per scontate, in questi momenti rendono evidente cosa significhi avere servizi pubblici operativi sul territorio, il loro valore. La nostra attenzione va in particolare alle persone più fragili, agli anziani, alle famiglie colpite e a chi necessita di assistenza continuativa, perché l’emergenza non sospende le necessità quotidiane – specificano i tre dirigenti sindacali -. Ma come Fp Cgil chiariamo che la risposta concreta garantita in questa circostanza particolare non elimina le problematiche dei servizi pubblici, tra carenze di personale, carichi di lavoro crescenti, esternalizzazioni e anni di mancati investimenti. I servizi pubblici vanno rafforzati perché sono necessari tutti i giorni”.
Tra chiusura delle sedi, controlli di agibilità, strade da liberare e verifiche su edifici e parchi, come stanno funzionando i servizi comunali?
“I servizi comunali stanno lavorando contemporaneamente su molti fronti. In queste ore la priorità è la messa in sicurezza delle scuole e dei giardini scolastici, a partire dalle scuole dell’infanzia. Le aree verdi dei nidi comunali restano inaccessibili fino al completamento degli interventi, il cimitero è ancora chiuso e Palazzo Comunale sta riaprendo gradualmente, limitatamente agli uffici agibili – risponde Chiara Agosti -. C’è poi un tema particolarmente delicato che riguarda le famiglie che hanno subito danni alle proprie abitazioni e per le quali il Comune sta cercando soluzioni. Questo conferma, una volta di più, che l’intervento pubblico non significa soltanto rimuovere un albero o verificare la stabilità di un edificio ma anche garantire protezione e risposte alle persone più colpite dall’emergenza. Come sindacato vogliamo inoltre rilevare che dietro ogni verifica, ogni servizio che riapre, ogni strada messa in sicurezza e ogni risposta data alla cittadinanza ci sono lavoratrici e lavoratori – aggiunge -. A organici ridotti, una macchina comunale non può far fronte, nel medio-lungo periodo, all’emergenza e, al contempo, alle attività ordinarie. È necessario investire sul personale e sulla tenuta dei servizi erogati quotidianamente”.
Salute e sicurezza sul lavoro restano un caposaldo: come sono state garantite? Il sindacato è stato coinvolto nelle decisioni organizzative?
“Per la Fp Cgil la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori sono una priorità. In questi giorni ci sono state chiusure, verifiche di agibilità e riaperture progressive degli uffici sulla base dei controlli effettuati. È corretto che nessuno venga fatto rientrare in una sede finché non vi siano le condizioni per farlo – rimarcano Dall’Asta, Agosti e Filisetti -. Un’emergenza può certamente richiedere modifiche organizzative, utilizzo del lavoro agile dove possibile, reperibilità, cambi di turno o prestazioni straordinarie. Ma tutto questo deve avvenire nel rispetto dei contratti, dei riposi, della tutela delle persone nei luoghi di lavoro e delle prerogative sindacali. Al momento – proseguono i tre esponenti della segreteria Fp Cgil Cremona – non abbiamo segnalazioni che ci consentano di parlare di pressioni generalizzate sull’utilizzo di ferie o permessi. Se dovessero emergere, interverremo. Ma lo diciamo con fermezza: emergenza non significa sospensione delle relazioni sindacali. Le Rsu e le organizzazioni sindacali devono essere informate e coinvolte nelle decisioni che incidono sull’organizzazione del lavoro. La grande disponibilità dimostrata dalle lavoratrici e dai lavoratori non può diventare lo strumento attraverso il quale si compensano carenze di personale o problemi organizzativi”.
Il Pronto soccorso ha affrontato in poche ore numerosi accessi subito dopo il passaggio della tromba d’aria e ha dovuto potenziare i turni. Quale impatto ha avuto sull’organizzazione del lavoro e sul personale?
“Oltre quaranta accessi in poche ore hanno inevitabilmente determinato una forte pressione sul Pronto soccorso e su chi vi opera. Ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori della sanità hanno risposto, garantendo assistenza e continuità delle cure anche davanti a un violento evento atmosferico. E questo va loro riconosciuto. Ma i ringraziamenti non bastano. Non si può costruire il funzionamento della sanità sulla disponibilità permanente delle lavoratrici e dei lavoratori a fare di più, a coprire carenze, modificare turni o ricorrere continuamente allo straordinario. Un’emergenza può verificarsi in qualsiasi momento e proprio per questo servono organici adeguati, assunzioni stabili e una rete territoriale realmente in grado di sostenere il sistema – afferma Agosti -. Perché mentre il Pronto soccorso affrontava decine di accessi straordinari non sono scomparsi gli anziani, i pazienti cronici, le persone non autosufficienti e tutti coloro che hanno bisogno ogni giorno di assistenza. Un servizio sanitario pubblico deve essere forte, efficace ed efficiente a prescindere. Non si può continuare a chiedere alle operatrici e agli operatori di compensare con il proprio sovraccarico ciò che manca nell’organizzazione. Con l’obiettivo di rafforzare strutturalmente il Servizio sanitario nazionale tutta la Cgil, con una rete di associazioni, sta raccogliendo da mesi firme, ai banchetti e online, per una proposta di legge di iniziativa popolare”.
I Vigili del Fuoco stanno affrontando un numero molto elevato di interventi. Quali condizioni di lavoro state registrando?
“Il dato di oltre 300 chiamate ancora in coda dà immediatamente la dimensione dell’impegno affrontato dal personale del Corpo – considera Luca Dall’Asta -. Parliamo di lavoratrici e lavoratori impegnati da giorni in una situazione eccezionale, tanto che sono stati necessari rinforzi provenienti anche da altri Comandi. Nel ringraziarli sempre per il loro fondamentale lavoro, diciamo con altrettanta costanza che vanno rispettati fino in fondo, anche quando si decidono le piante organiche, le assunzioni, i turni e i recuperi, i mezzi, i dispositivi di protezione individuale, le tutele, la formazione continua e le risorse. Chi garantisce, con spirito di servizio e professionalità, il soccorso e la sicurezza degli altri, affrontando tanti rischi, deve poter operare nelle migliori condizioni possibili. E questa è una responsabilità precisa dello Stato e delle istituzioni”.
Come sono organizzati i servizi ambientali?
“Il lavoro dell’igiene ambientale è un altro pezzo basilare della risposta all’emergenza. Rimuovere alberi e gestire detriti, rifiuti e materiali danneggiati significa affrontare attività straordinarie, carichi di lavoro maggiori e rischi aggiuntivi rispetto all’attività ordinaria – sostiene Luca Filisetti -. Ma l’emergenza non può diventare un alibi per abbassare le tutele. Devono essere assicurati dispositivi di protezione adeguati, mezzi idonei, indicazioni chiare sulle attività da svolgere, una gestione sostenibile dei turni, il rispetto dei riposi e il corretto riconoscimento delle prestazioni straordinarie. Come Fp Cgil stiamo vigilando affinché la comprensibile necessità di riportare velocemente la città alla normalità non venga scaricata sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso carichi eccessivi o condizioni di sicurezza ridotte. La velocità degli interventi è importante. La sicurezza di chi li esegue lo è ancora di più”.
Questa emergenza ha reso visibile quanto la tenuta della città dipenda da chi lavora nei servizi pubblici. Cosa può fare il sindacato perché alla risposta delle istituzioni seguano misure per renderli più solidi?
“Questa per noi è la questione centrale – sottolinea Dall’Asta -. I servizi pubblici sono un’infrastruttura umana essenziale delle comunità e del Paese. E devono funzionare in ogni contesto, per ogni persona. Lo abbiamo visto anche in questi giorni: dietro il soccorso, la cura, la sicurezza degli edifici e il percorso di ripristino di Cremona ci sono lavoratrici e lavoratori. Per anni, però, abbiamo assistito a blocchi e riduzioni degli organici, mentre continuano le esternalizzazioni, gli appalti, il contenimento della spesa con ricadute sul costo del lavoro, sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e sulla qualità dei servizi. Per contrastare queste scelte sbagliate, la Cgil sta sostenendo anche una proposta di legge di iniziativa popolare, ‘I diritti non si appaltano’, che si può firmare ai banchetti oppure online. Come Fp Cgil, ci impegneremo a fare in modo che, passata l’emergenza, il tema dei servizi pubblici resti vivo – osserva il segretario generale -. Per continuare a garantirli chiediamo assunzioni stabili, rinnovi contrattuali adeguati, salari dignitosi, organici coerenti con i bisogni, investimenti, manutenzione preventiva del territorio e degli edifici, mezzi e attrezzature, formazione, rafforzamento della Protezione Civile e sicurezza sul lavoro. E diciamo basta alla logica secondo cui ciò che è pubblico debba necessariamente costare sempre meno, essere ridotto o esternalizzato! – incalza -. La prevenzione, la sicurezza e il personale non vanno ritenuti costi ma investimenti. Servono visione e volontà politica, altrimenti a pagarne il prezzo saranno le persone in carne e ossa, le disuguaglianze aumenteranno e i diritti diverranno più fragili. La Fp Cgil continuerà a rivendicare più risorse all’altezza dei servizi pubblici: nella contrattazione, ai tavoli con le amministrazioni e le istituzioni e, quando necessario, anche attraverso la mobilitazione. Inoltre – dice in chiusura Dall’Asta – quanto successo a Cremona è un ulteriore segnale d’allarme ambientale. Dobbiamo avere rispetto e cura del nostro pianeta, sapendo che le sue risorse sono finite e vanno gestite in modo sostenibile”.