Il 21 settembre presidio regionale Fp Cgil a Milano. Stabilizzazione del personale precario, nuove assunzioni, valorizzazione professionale e investimenti strutturali per non disperdere risultati e professionalità
18 sett. 2026 – Il prossimo 30 settembre scadrà l’ulteriore proroga degli oltre 1.600 contratti a tempo determinato delle lavoratrici e dei lavoratori assunti per raggiungere gli obiettivi del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) nel Ministero della Giustizia.
Mancando rassicurazioni su risorse e stabilizzazioni, la Fp Cgil organizza, per lunedì 21 settembre, una giornata di mobilitazione nazionale, che in Lombardia vedrà un presidio regionale davanti al Palazzo di Giustizia di Milano dalle ore 10 alle 12.
Quali sono le specifiche ragioni della vertenza lombarda? Al centro c’è la forte contraddizione denunciata dal Coordinamento regionale Giustizia Fp Cgil in una nota inviata ai Presidenti delle Corti d’Appello di Milano e Brescia (e per conoscenza al Dicastero). Il coordinatore regionale Mimmo Silipigni la sintetizza così: “La Lombardia è tra le aree più efficienti d’Italia nel rispetto dei target europei, come indicano i dati di monitoraggio diffusi dal Ministero e certificati dall’Istat al 30 giugno 2026. Nel Distretto di Milano, i tempi della giustizia civile sono stati abbattuti del 53,1% (rispetto al target Pnrr del -40%), quelli penali del 39,8% (contro il -25% richiesto) e l’arretrato civile storico è stato ridotto del 92,1% (superando l’obiettivo del -90%). Tuttavia, le cancellerie del territorio milanese hanno una carenza di personale amministrativo di ruolo con punte di oltre il 35%. Nel Distretto di Brescia, – prosegue – i procedimenti civili si sono ridotti del 51,2%, i penali del 37,9% e l’arretrato civile è sceso del 90,6%. In questo territorio, c’è grave carenza di figure apicali e di coordinamento, come i Funzionari di Area Terza e i Direttori amministrativi. In media, nelle sedi giudiziarie della nostra regione le carenze di organici superano il 30%. Da qui la nostra richiesta di avviare un confronto urgente sul futuro dei distretti lombardi”.
Nella lettera inviata ai vertici giudiziari, la Fp Cgil ha evidenziato che questi risultati si reggono sul pesante sovraccarico del personale di ruolo e sul contributo fondamentale delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ufficio per il Processo (Upp). “Senza soluzioni durature, all’esaurimento dei fondi europei il servizio rischia un repentino crollo”, rimarca il sindacalista.
Quali richieste fa la Fp Cgil Lombardia per evitare il rischio che si blocchino le attività? “Le nostre rivendicazioni considerano tre urgenti necessità: la stabilizzazione immediata di tutto il personale Upp, un piano straordinario di assunzioni per coprire i vuoti d’organico e investimenti permanenti per garantire la tenuta dei sistemi informatici del processo telematico, che vanno a singhiozzo, e l’adeguamento logistico delle sedi -, risponde Silipigni -. Il punto è consolidare ciò che ha permesso alla giustizia lombarda di raggiungere i suoi traguardi e renderlo sostenibile nel tempo”.
Sul piano legislativo, la mobilitazione del 21 settembre si colloca prima dell’approvazione definitiva del decreto-legge n. 144 del 2026. Il testo attuale prevede una proroga limitata a soli tre mesi. Per questo la Fp Cgil ha presentato due emendamenti. Uno chiede di estendere la proroga a sei mesi, raddoppiando le risorse previste da 19,7 a 39,4 milioni di euro, ed eliminare le clausole restrittive, con l’obiettivo della stabilizzazione di tutto il personale dal 1° gennaio 2027. L’altro interviene più complessivamente sul personale della Giustizia, con un piano di 1.150 assunzioni a tempo indeterminato (650 funzionari e 500 assistenti), destinate in via prioritaria al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e all’Ufficio Centrale per gli Archivi Notarili, e nuove risorse per la valorizzazione professionale.
Dino Pusceddu, segretario della Fp Cgil Lombardia con delega alle Funzioni Centrali, ha rimarcato l’esigenza di dare continuità al lavoro svolto: “Va garantita continuità occupazionale a tutte e tutti, nessuno va escluso dalla proroga e la proroga non deve diventare l’ennesima attesa. L’assunzione stabile è doverosa, non solo per la vita di queste lavoratrici e di questi lavoratori ma anche per non disperdere professionalità già formate e necessarie agli uffici giudiziari, cui viene chiesto di migliorare organizzazione, tempi e capacità di risposta”.
Lello Tramparulo, segretario generale della Fp Cgil Lombardia, ha ribadito la necessità di superare la gestione precaria dei servizi pubblici: “La precarietà non può diventare il modo ordinario con cui si tiene in piedi un servizio pubblico. Dopo anni di lavoro nella Giustizia e dopo l’investimento formativo di queste professionalità, procedere di proroga in proroga non risolve le criticità. Servono misure strutturali”