La Fp Cgil Como, con la segretaria Stefania Macrì, partecipa a Stramonio, il festival che rilegge la società attraverso le streghe
11 nov. 2025 – Lo Stramonio è una pianta erbacea annua con proprietà antispasmodiche, antiasmatiche, antinevralgiche, narcotiche e allucinogene. Per questo motivo, è detta “erba del diavolo” o “erba delle streghe” ed è pericoloso usarla senza controllo medico, vista l’elevata tossicità.
Stramonio è anche il nome del festival culturale femminista, organizzato dall’Associazione Eretica, che si tiene a Como dal 14 al 16 novembre prossimi, sostenuto anche dalla Fp Cgil locale. Un festival che è un gesto politico: rileggere il presente secondo diverse prospettive attraverso la figura perseguitata della strega, per svelare le radici ancora vive della discriminazione e della violenza.
Quest’anno uno dei temi principali è la cura. Ed è proprio al panel intitolato “Indispensabili e stigmatizzate: donne, lavoro di cura e pregiudizi”, in programma venerdì 14 novembre alle ore 14.00 presso l’Aula Magna della sede comasca dell’Università dell’Insubria (via Sant’Abbondio 12), che parteciperà la Fp Cgil di Como con la segretaria Stefania Macrì. Insieme a Viviana Lilli Casano, docente di diritto del lavoro all’Università dell’Insubria, e Francesca Coin, sociologa e scrittrice.
“In un tempo dominato dalle logiche della forza e dall’economia del riarmo, il lavoro di cura ancora di più sposta l’attenzione dal profitto alla relazione. E ancora va cambiato il paradigma, o meglio lo stigma, per cui il prendersi cura è visto solo come un atto di dedizione e non come un basilare lavoro sociale e professionale da riconoscere, tutelare e retribuire in modo adeguato – sostiene Macrì -. In una società che pretende disponibilità illimitata da chi cura — ma le nega dignità e salario — rivendicare la cura come lavoro significa disobbedire. Mettere al centro le persone invece del mercato e della competizione. Sindacalmente, significa rovesciare la scala dei valori su cui si misura il lavoro, rivendicando contratti giusti, tempi sostenibili, diritti concreti”.