17 Mar 2026
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Comune di Sondrio: accordo decentrato 2025, più risorse e nuove tutele

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Puleri (Fp Cgil): “Abbiamo trasformato un’occasione normativa incerta in un risultato concreto. Le Rsu hanno avuto un ruolo decisivo nel rendere possibile questo accordo”

11 nov. 2025 – Al Comune di Sondrio è stato siglato il contratto decentrato 2025, la firma definitiva sarà formalizzata nei prossimi giorni.

Un accordo importante, frutto della contrattazione tra Fp Cgil e Rsu, che porta 100 mila euro aggiuntivi nella parte stabile del fondo del salario accessorio, introduce 33 nuovi differenziali stipendiali, amplia il sistema indennitario e sancisce l’impegno ad avviare nella prossima stagione una sperimentazione di welfare aziendale, utilizzando la finestra prevista dal Decreto Legge 25/2025 (cosiddetto “Decreto PA”, Legge 69/25).

Come sono distribuite queste risorse?

“Sono 100 mila euro complessivi sulla parte stabile del fondo: 50 mila nel 2025, 40 mila nel 2026 e 10 mila destinati alle Elevate Qualificazioni. Come Fp Cgil, insieme alla Rsu, abbiamo spinto l’Amministrazione ad applicare il Decreto PA, pur non condividendone l’impianto. È una norma discrezionale e incerta, alternativa al rinnovo del contratto nazionale, ma l’abbiamo trasformata in un risultato concreto per le lavoratrici e i lavoratori”, risponde Leonardo Puleri, segretario della Fp Cgil Sondrio.

Come verranno ripartite tra le diverse aree professionali?

“La distribuzione è trasversale: operatori, istruttori e funzionari. L’obiettivo è garantire equità interna e riconoscere il lavoro di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Le Rsu hanno avuto un ruolo decisivo nel far accettare questa impostazione”.

Quante lavoratrici e quanti lavoratori saranno coinvolti nei nuovi differenziali stipendiali?

“Circa trentatré, distribuiti su tutte le aree. I differenziali sono incrementi economici stabili che consolidano la retribuzione e riconoscono la professionalità di chi garantisce ogni giorno i servizi pubblici”.

Quali criteri verranno adottati?

“Abbiamo seguito le regole del contratto nazionale: valorizzazione dell’esperienza e media della valutazione individuale dell’ultimo triennio. È un sistema che premia merito e continuità”.

Il sistema indennitario è stato rivisto: cosa cambia?

“La platea dei beneficiari passa da circa 40 a 92 persone, con aumenti che in alcuni casi superano il 100%. Sono state incluse nuove figure: personale amministrativo di front office, tecnici, assistenti sociali. È stata introdotta anche un’indennità specifica – per gli assistenti sociali – per le visite domiciliari e gli interventi sul territorio, a tutela di chi svolge attività esposte a rischio professionale”.

Qual è oggi l’importo dell’indennità di servizio esterno per la Polizia Locale?

“È stato portato a 6 euro, circa il 20% in più rispetto alla media provinciale. Un riconoscimento concreto per un Corpo che garantisce sicurezza e presenza sul territorio”.

Fondi ex art. 208 del Codice della Strada destinati al personale della Polizia Locale: quali prospettive concrete?

“Già nella scorsa contrattazione integrativa abbiamo chiesto di destinare 1.000 euro l’anno per ogni agente di Polizia Locale al Fondo Perseo Sirio, la previdenza complementare del pubblico impiego, utilizzando risorse esterne al fondo del salario accessorio.
Per il prossimo anno abbiamo sottoscritto una dichiarazione d’intenti che prevede ulteriori importi per un progetto pilota di welfare integrativo dedicato alla Polizia Locale, con la prospettiva di estenderlo in futuro a tutto il personale. È un primo passo per rendere più attrattivo lavorare nei Comuni”, spiega Puleri.

Fp Cgil ha espresso anche alcune critiche sulla norma nazionale. Perché?

“Il Decreto PA dice che le amministrazioni possono incrementare le risorse, non che devono. Noi abbiamo trasformato quel ‘possono’ in un ‘fanno’. Ma resta una misura sostitutiva, non aggiuntiva, rispetto al rinnovo del contratto nazionale che presenta limiti attuativi e penalizza i piccoli Comuni. La Fp Cgil ha detto no alla recente pre-intesa del ccnl delle Funzioni Locali, che prevede un aumento medio del 5,8% contro un’inflazione a due cifre. La vera partita è quella del prossimo rinnovo contrattuale”.

Fuga dagli enti locali. Qual è la situazione in Valtellina?

“Il Comune di Sondrio, come molti enti di montagna, vive un turn over elevato. Le difficoltà di reclutamento e la scarsa attrattività del comparto stanno svuotando gli uffici degli Enti Locali. La politica in Valtellina guarda alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 ma ignora la desertificazione del lavoro pubblico. Con questo accordo vogliamo invertire la rotta: rendere più attrattivo lavorare nell’ente, valorizzare chi resta e stimolare nuove adesioni ai concorsi”.

Cosa resta da fare?

“Consolidare gli incrementi, implementare il welfare e monitorare insieme alle Rsu l’applicazione degli impegni. Ma soprattutto serve un rinnovo nazionale vero, che restituisca potere d’acquisto e dignità al lavoro pubblico”.