L’Assemblea Generale della categoria approva l’ordine del giorno contro la riformulazione del provvedimento e conferma l’adesione alla mobilitazione del 28 febbraio. La segretaria regionale Bonfanti: “Le parole definiscono i diritti. Cambiare il perno della norma significa cambiare la tutela”. Confermata l’adesione al corteo nazionale del 28 febbraio a Roma
25 feb. 2026 – L’Assemblea Generale della Fp Cgil Lombardia si è chiusa ieri con l’approvazione di un ordine del giorno sul disegno di legge in materia di violenza sessuale, attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato. A presentarlo è stata la segretaria regionale con delega alle politiche di genere, Alexandra Bonfanti, con cui facciamo il punto.
Premessa necessaria: il testo è stato riformulato dalla senatrice Giulia Bongiorno, relatrice e presidente della Commissione. Nella versione approvata all’unanimità alla Camera il 20 novembre 2025, al termine di un accordo trasversale tra maggioranza e opposizione, il riferimento centrale era il “consenso libero e attuale”. Nel testo oggi in discussione si introduce invece il richiamo alla “volontà contraria” o al “dissenso”, da valutare in base al contesto e alle circostanze concrete. Una scelta motivata dall’esigenza di evitare una presunta inversione dell’onere della prova e di rispondere alle preoccupazioni, espresse da una parte della maggioranza, sul tema delle false denunce.
“Questo spostamento non è neutro. Se si passa dal consenso al dissenso, si cambia l’impostazione culturale della norma. Le parole definiscono i diritti. Se cambia il perno della tutela, cambia anche il messaggio che lo Stato trasmette. Il centro non è più la libertà della donna di scegliere, ma la sua capacità di opporsi. E così si rischia di spostare l’attenzione dalla tutela delle vittime”, commenta Bonfanti.
Nell’ordine del giorno approvato – nel solco della posizione assunta dall’Assemblea Generale nazionale della Cgil del 23 e 24 febbraio e dunque riprendendone l’impostazione politica , la Fp Cgil Lombardia richiama gli obblighi assunti dall’Italia con la Convenzione di Istanbul, che fonda la protezione sul principio del consenso e impone agli Stati di prevenire ogni forma di colpevolizzazione.
“Gli impegni internazionali non sono formule astratte, ma scelte di civiltà giuridica. E non possono essere aggirate – evidenzia Bonfanti –. La responsabilità deve restare in capo a chi agisce la violenza”.
Nel frattempo prosegue la mobilitazione. Sabato 28 febbraio, a Roma, dalle ore 13, è previsto il corteo nazionale promosso da centri antiviolenza e collettivi femministi, cui ha aderito l’intera Cgil. Il concentramento è a Piazza della Repubblica, con arrivo a Piazza San Giovanni, dietro lo slogan “Senza consenso è stupro”.
“Difendere la libertà e l’autodeterminazione delle donne significa difendere la qualità della nostra democrazia – conclude Bonfanti -. Il sindacato è parte della società e interviene quando sono in gioco diritti fondamentali. Sosterremo ogni iniziativa che difenda la dignità e la libertà delle donne, nei luoghi di lavoro e nello spazio pubblico”.
L’Assemblea Generale ha espresso una condanna netta dell’impostazione attuale del disegno di legge, ribadendo che libertà, autodeterminazione e uguaglianza sostanziale restano principi non negoziabili.
Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato dall’Assemblea Generale della Fp Cgil Lombardia:
“Il cosiddetto ‘DDL stupri’, presentato dalla Senatrice Giulia Bongiorno, interviene su un terreno delicatissimo come quello dello stupro, introducendo configurazioni normative che rischiano di determinare un arretramento sia da un punto di vista culturale che giuridico. Tale proposta, infatti, appare andare nella direzione di spostare l’onere della prova sulle donne vittime di violenza, riproponendo una logica che la storia, il diritto e le lotte delle donne hanno già duramente contrastato.
Una simile impostazione contraddice, tra l’altro, i principi della Convenzione di Istanbul, che pone al centro il consenso libero ed esplicito e impone agli Stati di garantire protezione e tutela alle vittime senza colpevolizzazioni, stereotipi o sospetti. Il rischio è quello di riportare il Paese indietro di decenni, verso una cultura che mette sotto processo le donne anziché la violenza maschile, in un contesto relativo alla violenza sulle donne già particolarmente drammatico.
L’assemblea generale della Fp Lombardia: esprime la più netta condanna di questo orientamento politico e culturale e riafferma con forza il valore irrinunciabile della libertà delle donne, della loro autodeterminazione, della parità sostanziale e del rispetto di tutte le differenze.
Rivendica il protagonismo delle donne e di tutte le soggettività che il 15 febbraio sono scese in piazza in tantissime città d’Italia per respingere questa deriva e conferma la piena adesione e il sostegno alla mobilitazione nazionale del 28 febbraio contro il DDL stupri, insieme alle associazioni e ai centri antiviolenza.
L’Assemblea Generale della Fp Cgil Lombardia, riconoscendo l’importanza di essere a fianco e parte del movimento delle donne dentro e fuori l’organizzazione, impegna tutte le strutture a favorire la massima partecipazione alle mobilitazioni e a rafforzare l’iniziativa sindacale, culturale e politica, riconoscendo che non esiste democrazia senza la piena libertà, i diritti, l’autodeterminazione e la dignità delle donne”.
