Chahramane (Fp Cgil): “Stipendi e quattordicesima pagati a rate, turni senza riposo e straordinari diventati regola: così si scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo della cattiva organizzazione”
22 lug. 2026 – Indetto ieri da Fp Cgil, Cisl Fp, Uiltucs e Uil Fp territoriali lo stato di agitazione per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative CSA Servizi Assistenziali e Sant’Anselmo.
“Chiediamo un confronto entro il prossimo 27 luglio, prima di chiedere un tentativo di conciliazione in Prefettura e di valutare forme di mobilitazione – dichiara Najoua Chahramane, segretaria della Fp Cgil Mantova -. Lo stato di agitazione è il primo passo e coinvolge complessivamente 1.395 lavoratrici e lavoratori (1.108 dipendenti di CSA e 287 della Sant’Anselmo) impegnati in Rsa, nidi, comunità, mense e servizi di ristorazione per conto di Comuni, Ats e Asst. Parliamo di persone che ancora attendono lo stipendio di giugno e la quattordicesima; ieri, 21 luglio, hanno ricevuto la comunicazione che avrebbero ricevuto soltanto un acconto del 50%, con la promessa di un saldo al 10 agosto, come se fosse normale scaricare l’incertezza economica dell’impresa sulle famiglie e sulle spese per vivere. I rinvii, per chi vive di questi stipendi, pesano come un debito imposto”, commenta.
Ma il ritardo sui pagamenti è solo la punta dell’iceberg. Sotto ci sono organici sparuti per coprire i turni, straordinari e lavoro supplementare diventati strutturali, turni che non fanno maturare il monte ore contrattuale, riposi tra un turno e l’altro spesso sotto le undici ore previste dalla norma, cambi di turno decisi dai coordinatori a giornata già finita, senza nemmeno interpellare chi dovrà ripresentarsi al lavoro. E, ancora, permessi non retribuiti che aggirano la mensilizzazione: “È un attacco alla certezza del reddito; imporre o utilizzare permessi non retribuiti per far quadrare i conti aziendali è una violazione aperta del contratto nazionale e dell’integrativo provinciale che tutela la dignità economica delle lavoratrici e dei lavoratori – incalza Chahramane -. Queste due cooperative stanno trasformando surrettiziamente uno stipendio fisso in una paga variabile, creando un danno a lungo termine anche sulla maturazione dei diritti previdenziali e contrattuali. Inaccettabile”.
Lo stato di agitazione nasce da un modo di gestire il lavoro che scarica sulle persone i costi della cattiva organizzazione. “Le bandiere delle organizzazioni sindacali sono già davanti alla sede CSA di via Gelso, a Mantova, e la nostra vertenza è stata segnalata anche ai committenti pubblici, chiamati a una responsabilità ineludibile: chi affida servizi essenziali a un appalto non può dirsi estraneo a come quell’appalto tratta chi ci lavora. È questa, del resto, una delle ragioni che sta impegnando tutta la Cgil nella raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare ‘I diritti non si appaltano’”, chiude la segretaria della Fp Cgil mantovana.