31 Jul 2026
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Sanità pubblica / Più busta paga e scudo contro l’inflazione: la svolta del contratto 2025-2027

ccnl sanità pubblica 2025-2027 CARD FP CGIL LOMBARDIA

Negri (Fp Cgil Lombardia): “È un contratto che cambia passo: porta aumenti e arretrati durante la vigenza, rafforza salari e diritti, governa l’innovazione e apre nuove possibilità da rendere concrete nei territori”

sabrina negri31 lug. 2026 – Dopo l’attivo nazionale Fp Cgil di ieri sera, 30 luglio, con oltre 450 delegate e delegati online ad ascoltare il segretario Michele Vannini, anche quando un blackout ha ostacolato ma non fermato la sua relazione, dell’ipotesi di rinnovo contrattuale Sanità pubblica 2025-2027 tracciamo ora un quadro con Sabrina Negri, segretaria Fp Cgil Lombardia che segue il settore.

Qual è il punto politico più importante di questa ipotesi?

“Il rinnovo arriva mentre il triennio 2025-2027 è ancora in corso e coinvolge oltre 592mila lavoratrici e lavoratori del comparto. Il tavolo, aperto il 22 aprile 2026 e concluso il 29 luglio da Aran e dalle organizzazioni sindacali firmatarie, ha permesso di non rinviare aumenti e arretrati di altri anni. Il dato politico è che aumenti e arretrati possono arrivare mentre il contratto è ancora in vigore, non quando il triennio è ormai concluso. E anche se questo contratto non recupera il 10% di potere d’acquisto perso nel triennio precedente con il ccnl 2022-2024, e infatti la Fp Cgil non l’aveva firmato, però ora gli aumenti tabellari sono superiori all’inflazione programmata”, risponde Negri.

Che cosa significa concretamente questo rinnovo per le buste paga e perché è stato scelto di far passare una parte così rilevante degli aumenti attraverso le indennità?

FPCGIL-Rinnovo-Sanita-Pubblica-volantino-fronte“L’accordo garantisce un incremento medio complessivo a regime del 7,76%, pari a 209 euro lordi medi in più al mese. È una percentuale che cambia segno rispetto al passato: per la prima volta dopo anni superiamo l’inflazione programmata, mentre la clausola di salvaguardia introduce una verifica sull’andamento effettivo dei prezzi e delle retribuzioni. La scelta di potenziare le indennità è strategica: riconoscere una professionalità significa consolidarne la retribuzione fissa. Dal primo gennaio 2026, l’indennità di specificità infermieristica e quella di tutela del malato raddoppiano. Per l’Area dei professionisti della salute e dei funzionari, l’incremento complessivo arriva a 223,55 euro con l’indennità infermieristica e ostetrica (93,35 euro di aumento) e a 200,10 euro con quella di tutela del malato (69,90 euro di aumento).

FPCGIL-Rinnovo-Sanita-Pubblica-volantino-retroOvviamente, gli aumenti cambiano in base all’area professionale: dal 1° gennaio 2027, l’incremento tabellare lordo va dai 106,70 euro del personale di supporto ai 181 euro dell’Area dell’elevata qualificazione, passando per i 130,20 euro dei professionisti della salute e dei funzionari e dei collaboratori professionali di ricerca sanitaria, i 120 euro degli assistenti e i 112,60 euro delle operatrici e degli operatori. Ricordo che gli aumenti tabellari sono su 13 mensilità, le indennità su 12. Inoltre – prosegue la dirigente sindacale – sugli arretrati il passo si velocizza. Ipotizzando l’erogazione a novembre 2026, gli arretrati tabellari lordi, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta, sono compresi tra i 1.046,23 euro per il personale di supporto e i 1.775,02 euro per il personale di elevata qualificazione, a cui si aggiungono gli arretrati delle indennità maturati dal primo gennaio 2026. Per infermiere e infermieri, la stima media Aran degli arretrati a fine ottobre 2026 è di circa 2.300 euro”.

La clausola di salvaguardia protegge davvero da una nuova crescita dell’inflazione?

“Questa è una novità fondamentale del rinnovo contrattuale. La clausola non produce un recupero economico automatico, ma introduce uno strumento di protezione che prima mancava. A luglio 2027, Aran e sindacati analizzeranno i dati Istat e della Ragioneria generale dello Stato per misurare l’andamento reale dei prezzi rispetto alle buste paga. Se emergerà uno scostamento, avremo una sede contrattuale nella quale chiedere correttivi e difendere il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori nel periodo di vigenza contrattuale, senza rinviare il problema al ccnl successivo”.

Il contratto riconosce anche il lavoro del personale amministrativo?

“Sì. Per la prima volta entrano nell’indennità per particolari unità operative alcuni servizi amministrativi essenziali: Risorse umane, Bilancio, Provveditorato ed Economato. Il valore indicato è di 3 euro lordi per ogni giornata di presenza. È un riconoscimento importante, perché una struttura sanitaria non funziona soltanto nelle corsie. Va però precisato che l’indennità grava sul fondo aziendale e platee e importi possono essere modificati dalla contrattazione integrativa. Il contratto nazionale crea un varco, il sindacato dovrà percorrerlo in ogni azienda. Inoltre, il contratto riconosce il valore del lavoro amministrativo attraverso altre due leve strategiche: il lavoro agile (impegnando le aziende sanitarie a valutare l’incremento delle giornate di smart working, per migliorare la qualità della vita e l’attrattività del settore) e la revisione dei profili, sia con una ridenominazione (da collaboratore a funzionario amministrativo) sia con l’inserimento di una nuova figura (lo specialista della comunicazione – social media e digital manager)”.

Rispetto a ferie e orario di lavoro?

“Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore l’indennità ferie, calcolata sulle indennità di turno, notte, festivo, pronto soccorso e particolari unità operative percepite nel semestre precedente. Non vengono mantenute indistintamente tutte le voci accessorie: l’indennità scatta quando il valore giornaliero raggiunge almeno 3 euro. Ma il principio cambia: andare in ferie non deve significare perdere una parte rilevante della retribuzione. È un atto di giustizia salariale – considera Negri -. Sull’orario convenzionale compiamo un primo passo contro i debiti orari prodotti dalle assenze giustificate, compresa la malattia. Questa parte decorrerà dal 1° gennaio 2028. Viene poi definito il diritto a una pausa di almeno dieci minuti quando la prestazione supera le sei ore. Nei servizi in cui la continuità assistenziale impedisce una pausa ordinaria, deve comunque essere garantito un periodo fino a dieci minuti con minore intensità lavorativa”.

Ci sono altre tutele normative da non far passare in secondo piano?

“Sì, e riguardano la tutela della dignità della lavoratrice e del lavoratore nei momenti di maggiore difficoltà. Una novità riguarda le aggressioni: l’azienda sanitaria non ha più una semplice facoltà ma l’obbligo di assicurare il patrocinio legale e il sostegno psicologico, a meno che la lavoratrice o il lavoratore non vi rinuncino espressamente. Inoltre, chi subisce un’aggressione, quando il percorso di sostegno psicologico lo richiede, può utilizzare fino a trenta giorni di ferie e riposi solidali ceduti da colleghe e colleghi per completare il percorso di recupero.

Sul fronte della salute, nel contratto viene recepita la legge 106/2025: alle consuete 18 ore per visite, esami e terapie se ne aggiungono altre 10 ogni anno per chi sta affrontando una malattia oncologica o si trova nei primi controlli dopo le cure, e per chi convive con una patologia cronica, rara o invalidante (al 74%). Un diritto riconosciuto anche al genitore di un figlio minorenne nelle stesse condizioni. Nei casi e con i requisiti previsti dalla legge sarà inoltre possibile chiedere un congedo non retribuito, continuativo o frazionato, fino a 24 mesi, conservando il posto di lavoro durante i periodi di cura più lunghi.

Infine, sono state sanate due ingiustizie storiche: quella delle ferie ridotte per i neoassunti e quella per il diritto allo studio. Da un lato, cade il limite odioso che imponeva meno giorni di riposo per i primi tre anni di servizio e chi entra avrà subito gli stessi diritti di chi è in corsia da vent’anni. Dall’altro, il diritto allo studio, le ore di tirocinio e gli stage non saranno più una concessione aziendale, rientrando a pieno titolo nel monte ore dei permessi”.

L’intelligenza artificiale entra per la prima volta nel contratto della sanità. Che cosa viene regolato?

“Il contratto subordina l’innovazione tecnologica alla dignità della persona e alla supervisione umana. Le aziende sanitarie hanno l’obbligo di fornire un’informativa preventiva chiara: devono spiegare le finalità del sistema, quali dati vengono trattati e garantire la trasparenza sui criteri che incidono su valutazione, obiettivi e orari. Nessuna decisione che produca effetti giuridici sulle lavoratrici e i lavoratori può essere affidata prevalentemente o esclusivamente a un algoritmo. La responsabilità dirigenziale non è delegabile all’intelligenza artificiale: la decisione finale resta sempre un atto umano. Va rimarcato che, anche grazie all’iniziativa della Fp Cgil, gli impatti dell’intelligenza artificiale sull’organizzazione e sui carichi di lavoro diventano materia di contrattazione integrativa e non possono essere affidati a scelte unilaterali dell’azienda. In sostanza: l’innovazione tecnologica va governata, inserendo i diritti e le garanzie nel contratto, rendendoli così esigibili e negoziabili”.

L’ipotesi contrattuale aggiorna anche profili e percorsi professionali. Quali novità hanno maggiore peso?

“Entra nell’Area degli assistenti l’autista di mezzi di soccorso con funzioni di soccorritore, una figura che attendeva da tempo un riconoscimento contrattuale. Nascono inoltre i profili di specialista in Cybersecurity Risk, amministratore di sistema, mediatore culturale, tecnologo alimentare e assistente di studio odontoiatrico. I collaboratori amministrativi e tecnici assumono la denominazione di funzionari e vengono aggiornate le competenze informatiche, digitali e della comunicazione.

Cambia anche il sistema degli incarichi. L’incarico professionale di base parte da 1.000 euro, ma la contrattazione aziendale potrà elevarlo fino a 3.500 euro e differenziarlo secondo l’unità operativa o il servizio. Anche qui il contratto fornisce uno strumento: il risultato dipenderà da come verranno graduate responsabilità e risorse nelle aziende”.

Che cosa cambia per Arpa e ricerca sanitaria?

“Per le Agenzie per la protezione ambientale non abbiamo ancora ottenuto la sezione contrattuale specifica che chiediamo, ma vengono riconosciute alcune peculiarità: le competenze ispettive e di controllo ambientale entrano nelle declaratorie e la disciplina del servizio fuori sede può essere adattata alle caratteristiche di queste attività. Per la ricerca sanitaria è prevista, a partire da settembre, una sessione negoziale dedicata, che dovrà rivedere la disciplina specifica e affrontare anche il limite delle risorse economiche gestite a livello aziendale”.

In Lombardia, dove si giocherà ora la parte decisiva?

“Nel confronto con la Regione e nella contrattazione in ogni azienda. La Lombardia dovrà emanare, entro novanta giorni dall’entrata in vigore del ccnl, le linee di indirizzo previste dal contratto. Si discuterà di risorse aggiuntive regionali, fondi, prestazioni aggiuntive, condizioni di lavoro e distribuzione delle risorse tra gli enti. Nei tavoli aziendali dovremo poi intervenire su incarichi, progressioni, indennità, lavoro agile, organizzazione e impatto dell’intelligenza artificiale. Come Fp Cgil Lombardia dovremo presidiare questa fase perché le norme diventino diritti uguali in tutti i territori, non possibilità riservate alle aziende con più risorse o migliori relazioni sindacali”.

Quali problemi restano fuori dalla preintesa?

“Mensa e buoni pasto vengono rinviati formalmente al prossimo rinnovo. Restano inoltre i tetti al salario accessorio, le differenze retributive tra aziende e il problema della carenza di organici. Il contratto può intervenire su salario, diritti e organizzazione, ma non può sostituire le scelte del Governo e delle Regioni sulle assunzioni e sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale. La firma non interrompe la nostra iniziativa su questi temi: la rende ancora più necessaria. Peraltro – rimarca Negri – è bene ricordare che tutta la Cgil è impegnata fino al prossimo settembre nella raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per rafforzare il nostro Ssn, oltre a quella per tutelare chi lavora negli appalti. Da settembre partiranno le assemblee – aggiunge -. Per la Fp Cgil la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori è un passaggio democratico fondamentale e chiediamo loro una valutazione informata e consapevole, per dare forza ai diritti affermati e trasformare l’accordo in risultati concreti in ogni luogo di lavoro”.