Dieci professionalità in meno al Tribunale e undici rinunce su dodici assegnazioni di Cancellieri previste dal 1° ottobre. Tomasini (Fp Cgil): “Stabilizzazioni, assunzioni dalle graduatorie e organici reali”.
1 ott. 2026 – L’approvazione in extremis di un decreto legge per prorogare il contratto a 1250 lavoratrici e lavoratori precari della Giustizia che, diversamente, il 30 settembre avrebbero perso il lavoro loro affidato per raggiungere gli obiettivi del Pnrr, può essere solo una misura temporanea.
Così sostiene la Fp Cgil che, dopo questo atto tanto tardivo quanto necessario, chiede la stabilizzazione di tutto il personale assunto grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Non possiamo dimenticare le centinaia di lavoratrici e lavoratori che non hanno potuto beneficiare della proroga disposta precedentemente con il decreto-legge n. 100/2026 e che sono dal 1° luglio di quest’anno a casa senza lavoro e senza stipendio. Serve immediatamente una soluzione anche per loro, il Ministero della giustizia non può permettersi di disperdere competenze ed esperienza maturata in anni di lavoro precario”, evidenzia il sindacato.
La cornice nazionale racchiude poi le situazioni locali. Ad esempio nel mantovano, dove il Tribunale ha perso 10 operatrici e operatori.
“Sono stati stabilizzati 14 funzionari e 2 data entry, inquadrati come assistenti amministrativi. Ma fino al prossimo primo febbraio non sapremo se i 5 addetti all’Ufficio per il Processo che da Mantova sono stati trasferiti per coprire le emergenze della Sezione Immigrazione del Tribunale di Brescia potranno fare ritorno qui. Inoltre un funzionario tecnico di amministrazione, elemento cruciale per la sezione civile, non ha avuto il rinnovo contrattuale. E tre lavoratori hanno rinunciato a partecipare alla stabilizzazione, mentre un quarto si è trasferito di propria volontà a Brescia”, raccontano Massimiliano Sottile e Leandra La Spina, Rsu della Fp Cgil.
Sono sempre loro a sottolineare che, se grazie alla mobilitazione sindacale e all’attenzione conquistata in Commissione Giustizia e in Parlamento, Mantova ha avuto “il maggior numero di assegnazioni sulla carta di personale”, nei fatti la realtà è ancora instabile.
“Il clima resta per ora di incertezza. Per la presa in servizio programmata per il 1° ottobre erano stati indicati 12 Cancellieri ma c’è stato un rifiuto di massa, e solo una persona ha dato il suo assenso, un’operatrice già impiegata in Tribunale per conto di una ditta esterna e che è stata assegnata alla Procura della Repubblica”.
“Non è la prima volta che le assegnazioni d’ufficio a Mantova falliscono perché i vincitori di concorso rinunciano, e non solo per i Cancellieri, ma anche, di recente, per conducenti di automezzi e funzionari Unep (Uffici Notificazioni, Esecuzioni e Protesti). Questa situazione, unita alle competenze di personale precario che vengono disperse, complica il peso delle carenze di organici e la capacità degli uffici giudiziari di garantire servizi efficienti ed efficaci”, affermano Sottile e La Spina.
Con loro, l’affondo della segretaria generale della Fp Cgil mantovana Magda Tomasini: “Per la Giustizia, come per tutti i servizi pubblici, servono finanziamenti strutturali. Basta con la precarietà! Avanti con assunzioni a tempo indeterminato per tutte le lavoratrici e i lavoratori del Pnrr. Chiediamo anche che, per coprire le carenze di personale, si utilizzino con urgenza le graduatorie in essere. Serve assumere in tutte le qualifiche e avere una copertura reale delle piante organiche. Inoltre per tutte le lavoratrici e i lavoratori chiediamo un riconoscimento economico e professionale che valorizzi un ruolo sempre più gravato dai carichi. La Giustizia è un servizio pubblico essenziale e come tale va difeso e garantito”.