La richiesta della categoria sindacale alle pubbliche amministrazioni della provincia: ampliare temporaneamente lo smart working, migliorando la conciliazione vita-lavoro e favorendo l’innovazione organizzativa
5 ott. 2026 – In tempi di inflazione che morde, di un caro-vita che erode i salari, perché non tagliare i costi del carburante e della mobilità per andare al lavoro?
La Fp Cgil Sondrio, con il segretario generale Leonardo Puleri e la segretaria Antonella Turcatti, ha inviato per questo una lettera a tutte le pubbliche amministrazioni del territorio, chiedendo di ampliare temporaneamente il lavoro agile.
“Gli interventi nazionali sui prezzi dei carburanti, peraltro ormai stabilizzati su livelli elevati, non sono bastati a proteggere le buste paga dei dipendenti pubblici. Per questo servono interventi anche locali. Ridurre allora gli spostamenti casa-lavoro aumentando le giornate di smart working significa ridurre una voce di spesa obbligata e sempre più critica”, affermano i due dirigenti sindacali, specificando che già lo scorso aprile
Ma come?
“L’operazione è fattibile a costo zero per gli enti locali, grazie alle clausole dei contratti collettivi – rispondono Puleri e Turcatti -. La disciplina contrattuale del pubblico impiego consente, in peculiari situazioni, l’estensione straordinaria dell’attività lavorativa da remoto, in deroga ai limiti ordinari. È una flessibilità in risposta alle emergenze. L’attuale quadro di instabilità internazionale, con l’impennata dei costi energetici, richiede risposte organizzative immediate e le amministrazioni locali possono, con il lavoro agile, mitigare l’impatto economico dei costi degli spostamenti o del pendolarismo dei propri dipendenti garantendo insieme la qualità dei servizi erogati, come già ben dimostrato durante altre precedenti esperienze. A questo si aggiunge il tema del lavoro femminile”.
Cioè?
“In provincia di Sondrio, c’è una difficoltà strutturale nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro e un arretramento del lavoro femminile. Lo smart working nel pubblico impiego diventa strumento di tutela su più fronti: la conciliazione vita-lavoro, la flessibilità organizzativa, l’occupazione femminile nelle Pa e, ancora una volta, la salvaguardia salariale. Certo – aggiungono – potenziare il welfare (dai servizi all’infanzia ai servizi di assistenza per le persone non autosufficienti) risolverebbe probabilmente il problema alla radice, ma intanto il lavoro agile è una misura d’impatto rapido per sostenere le donne, che continuano a pagare il prezzo sociale più alto”.
Non c’è anche il tema dell’innovazione per le pubbliche amministrazioni?
“È uno dei pilastri della nostra proposta. Qui vanno superate le resistenze culturali al lavoro agile, spesso sottoutilizzato. Lo ribadiamo: la flessibilità organizzativa garantisce la piena continuità e qualità dei servizi erogati a cittadine e cittadini, favorendo un approccio più moderno al lavoro pubblico e riducendo l’impatto ambientale della mobilità. Per tutto quanto detto – incalzano Puleri e Turcatti – lanciamo un appello ai sindaci, ai presidenti e ai dirigenti degli enti pubblici della provincia di Sondrio affinché, con deroghe temporanee, si proceda ad estendere le attività smartabili tra le lavoratrici e i lavoratori pubblici del nostro territorio”.