30 Jun 2026
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Funzioni Centrali a Sondrio / Il nuovo contratto è ossigeno, ma gli uffici pubblici in Valtellina si svuotano

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Puleri (Fp Cgil): “Siamo di fronte a una carenza strutturale di personale. Finora si è risposto solo con interventi tampone e trasferimenti temporanei da altri enti”

30 giu. 2026 – Un contratto migliore è un punto di partenza. Ma serve anche qualcuno in ufficio cui applicarlo. Sono questi, in sostanza, i due piani emersi, lo scorso 24 giugno, all’assemblea organizzata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp di Sondrio con le lavoratrici e i lavoratori delle Funzioni Centrali dopo la sottoscrizione dell’ipotesi di rinnovo contrattuale 2025-2027: la soddisfazione per l’accordo e l’allarme per un territorio che perde senza sosta pezzi di pubblica amministrazione.

Rispetto al contratto, la vera novità, come sottolinea Leonardo Puleri, segretario generale della Fp Cgil sondriese, non sono tanto le cifre (162 euro medi mensili in più per tredici mensilità, incrementi tabellari al 7,6%, superiori all’inflazione stimata per il triennio) quanto il metodo. “È la prima volta che un’ipotesi di contratto delle Funzioni Centrali è stipulata in corso di vigenza e non oltre la scadenza. Questo significa riconoscere gli aumenti subito, garantendo una tutela più reale delle buste paga rispetto all’incertezza dell’inflazione, in un momento di crisi internazionale come questo”, spiega.

E se l’inflazione dovesse accelerare oltre le previsioni? L’accordo lo ha messo in conto. “Abbiamo ottenuto l’inserimento nel ccnl di un momento di verifica in Aran, l’agenzia negoziale del governo, a luglio 2027. Se i tassi dovessero correre più del previsto, torneremo a rivendicare risorse per difendere il potere d’acquisto dei salari”.

L’ipotesi di rinnovo aggiorna il contratto alla realtà odierna: viene disciplinata per la prima volta l’intelligenza artificiale nei processi lavorativi, con l’obiettivo di garantire trasparenza e centralità della decisione umana e vengono rafforzate le tutele sul lavoro agile per chi ha esigenze di salute, carichi di cura o familiari con disabilità grave.

Ma viene rimosso anche il tetto di 7 euro sul buono pasto. In merito, Puleri sostiene che si tratta di “un primo passo necessario, ma la partita vera si gioca in Parlamento. Finché il governo non modifica la norma di legge e non stanzia risorse, il valore reale dei buoni pasto non cambierà”.

L’ipotesi diventerà operativa solo dopo la sottoscrizione definitiva, attesa nel prossimo autunno.

È stata la seconda metà dell’assemblea a pesare di più. Dalle testimonianze dirette dei presenti la fotografia emersa conferma le preoccupazioni segnalate da tempo dalla Fp Cgil: gli uffici pubblici di Sondrio e provincia si stanno svuotando. “L’età media del personale si attesta sui 51 anni, il turnover è praticamente assente, e molti posti riservati nei concorsi nazionali alle sedi valtellinesi restano scoperti perché i vincitori rifiutano il trasferimento. Siamo di fronte a una carenza strutturale di personale – dice Puleri senza girarci attorno -. Finora si è risposto solo con interventi tampone e trasferimenti temporanei da altri enti. Così non si risolve il problema delle scoperture e si aggravano i carichi di lavoro di chi continua a garantire il presidio quotidiano dei servizi pubblici”.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp hanno deciso di chiedere un incontro con il Prefetto di Sondrio, perché si faccia portavoce della crisi delle amministrazioni periferiche dello Stato nei confronti degli organi competenti e si apra una discussione su soluzioni concrete.