Organizzata dal Comitato Promotore Regionale a sostegno dell’iniziativa legislativa popolare per rafforzare il Ssn. Sul palco esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, della giustizia, dell’università, del sociale e del terzo settore, della sanità e dell’impegno civico e religioso. Tra gli esponenti sindacali, Catello Tramparulo, segretario generale Fp Cgil Lombardia, interverrà sul capitolo della proposta dedicato al personale.
14 sett. 2026 – Non c’è diritto alla salute senza chi, con il suo lavoro, lo può garantire.
“La Repubblica riconosce il valore sociale del lavoro di chi tutela e promuove la salute, assiste e cura e promuove interventi per la valorizzazione del personale del Ssn, quale elemento indispensabile per la tutela della salute e del benessere della popolazione, nel rispetto dell’articolo 36 della Costituzione”. Così inizia l’articolo 3 della proposta di legge di iniziativa popolare che la Cgil, insieme a una rete di associazioni, sta promuovendo con un’intensa campagna di raccolta firme, ai banchetti e online, partita lo scorso maggio e che terminerà a fine settembre.
Ed è su questo specifico capitolo, relativo alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità pubblica, che il segretario generale della Fp Cgil Lombardia, Catello Tramparulo, darà il suo contributo nella serata speciale (a ingresso gratuito fino a esaurimento posti), “Curarsi è un diritto, non un privilegio”, in programma stasera alle ore 21 al Teatro della Cooperativa di Milano (via Privata Hermada 8).
Organizza il Comitato Promotore Regionale dell’iniziativa legislativa, composto, oltre che dalla Cgil, da Acli, Arci, Medicina Democratica, Auser, Federconsumatori, Libera contro le Mafie e basi Udu della Lombardia. Ma nella nostra regione, la vertenza per dare una svolta alla sanità pubblica è già partita da tempo, con la rete “La Lombardia SiCura”, di cui fanno parte anche Cgil, Fp Cgil e Spi Lombardia.
Sarà l’attore Silvano Piccardi a condurre l’iniziativa di stasera, cui parteciperanno esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, della giustizia, dell’università, del sociale e del terzo settore, della sanità e dell’impegno civico e religioso, accanto a esponenti del sindacato.
Da Francesco Maisto, Mauro Clerici, Moni Ovadia, Renato Sarti, Massimo Cirri, Luca Mangoni, Paolo Rossi e Gherardo Colombo a Margherita Napolitano, don Paolo Selmi, don Massimo Mapelli, Alice Pavan, Camilla Ponti, Maurizio Ambrosini, Cinzia Cena e Paolo Dell’Oca. Fino a – per il Comitato Promotore – Vera Addamo, Vittorio Agnoletto, Massimo Cortesi, Andrea Villa, Marco Caldiroli, la serata si preannuncia fertile di stimoli.
I mali della sanità li conosciamo: liste d’attesa, carenza di personale e di assistenza territoriale, disuguaglianze nell’accesso alle cure, più spesa sostenuta direttamente da cittadine e cittadini (la spesa privata supera i 41 miliardi) quando si può. E infatti un decimo della popolazione rinuncia a curarsi.
È qui che il diritto alla salute incontra le condizioni materiali di chi ha il compito di renderlo esigibile.
È a quest’incrocio che Tramparulo, per la sua parte, evidenzierà, una volta di più, che la grande carenza di organici, di cui soffre il Ssn, in Lombardia è particolarmente allarmante. E che le lavoratrici e i lavoratori vanno rispettati, non spremuti come limoni, vanno tutelati, valorizzati, protetti da aggressioni che aumentano, sempre da condannare, che maturano in un forte disagio sociale o fragilità che non trovano adeguate risposte.
“Condizioni di lavoro e qualità della cura sono due facce della stessa medaglia. Con la proposta di legge, noi chiediamo di portare il finanziamento pubblico del Ssn ad almeno il 7,5% del Pil dal 2030. Di eliminare i tetti di spesa per il personale. Di programmare gli organici sui bisogni di salute su base pluriennale – anticipa Tramparulo -. E non basta assumere più lavoratrici e lavoratori, bisogna farli restare nella sanità pubblica. Far durare e crescere le professionalità. Quindi serve investire davvero, migliorare le retribuzioni, rendere a tempo indeterminato il contratto di lavoro che significa anche continuità della cura. Ma serve anche rafforzare l’assistenza territoriale, dai consultori ai servizi per la salute mentale. E mettere alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale i medici di medicina generale”.
Un’altra questione importante è quella delle esternalizzazioni. La sanità pubblica lombarda ne ha molte in pancia in Lombardia e lo aveva già rilevato una prima indagine della Fp Cgil regionale.
L’articolo 5 della proposta di legge per rafforzare il Ssn prevede limiti alla cessione a terzi delle funzioni essenziali e proprie dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria. “E poi qui si apre anche il tema della dignità del lavoro negli appalti, su cui tutta la Cgil è impegnata con un’altra proposta di legge. Anche perché per uno stesso lavoro ci devono essere uno stesso salario, stessi diritti e stesse tutele”, chiude Tramparulo.